Inoltre gli eserciti incominciarono ad essere uno strumento nelle mani di spregiudicati generali nella conquista del potere. Nemo demittat bandum et inimicos seque». Lo Scudo (dal latino scutum o clipeus) utilizzato dall'esercito romano nel corso degli oltre dodici secoli della sua storia (che decorre dalla data della fondazione della città (753 a.C.) fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, avvenuta nel 476) subì numerose modifiche nella forma, nei materiali che lo componevano e nelle dimensioni. [173] In sostanza si trattava di un sistema politico-militare che permetteva di dividere meglio i compiti di difesa del confine: ogni tetrarca, infatti, curava un singolo settore strategico e la sua sede amministrativa era il più possibile vicino alle frontiere che doveva controllare (Treviri e Milano in Occidente; Sirmio e Nicomedia in Oriente[173]), in questo modo era possibile stroncare rapidamente i tentativi di incursione dei barbari, evitando che diventassero catastrofiche invasioni come quelle che si erano verificate nel III secolo. La guida dell'esercito fu sottratta ai prefetti del pretorio, ed ora affidata a: il magister peditum (per la fanteria) ed il magister equitum (per la cavalleria). [239] Le perdite subite portarono all'ammissione nell'esercito in grosse quantità di ausiliari e foederati germanici (ad esempio Unni): ciò poteva portare benefici a breve termine, ma era deleterio a lungo termine, in quanto portava a diminuire ulteriormente gli investimenti sul rafforzamento dell'esercito regolare. Queste truppe, non avendo infatti una prospettiva immediata di guerra o di, tornò all'ordinamento augusteo, riducendo le coorti pretoriane a 9, e ancora una volta, veniva creata una nuova legione in vista delle, vietò che si facessero accampare due legioni assieme e che un soldato depositasse presso le insegne della legione più di 1000 sesterzi, perché la consistenza del deposito delle legioni aveva rassicurato, È forse a questo imperatore o alla precedente, formò due nuove legioni, la prima in vista della, È certo che la sua inerzia nel rifiutare soluzioni militari offensive, ad. [84], Al termine della seconda guerra punica vi fu una nuova riduzione del censo minimo richiesto per passare dalla condizione di proletarii (o capite censi) ad adsidui, ovvero per prestare il servizio militare all'interno delle cinque classi, come aveva stabilito nel VI secolo a.C., Servio Tullio. E sempre Romolo sembra fu il primo ad aver distribuito personalmente ai soldati la terra conquistata in guerra. Il vantaggio immediato fu che venne approvata una legge che dichiarava guerra a Veio e i nuovi tribuni con potestà militare vi condussero un esercito in massima parte formato da volontari. Alla più tarda tra le due date, se non prima, il MM per Orientem era evidentemente divenuto il comandante supremo dell'esercito di tutta la prefettura d'Oriente (che comprendeva anche l'Anatolia e l'Egitto) e non solo della diocesi di Oriente. Il numero delle legioni non solo fu aumentato, ma fu meglio distribuito: si cominciarono a utilizzare sempre più spesso loro vexillationes, riducendo il numero degli effettivi della "legione madre" a vantaggio di sue "parti" inviate in altri settori strategici, dai quali mai più avrebbero fatto ritorno al "campo base". [19], Ora sulla base dei recenti ritrovamenti archeologici si è potuto notare che il primo esercito romano, quello di epoca romulea, era costituito da fanti che avevano preso il modo di combattere e l'armamento dalla civiltà villanoviana della vicina Etruria. [237] Da un'attenta analisi della Notitia Dignitatum, possiamo ricavare che quasi la metà dell'esercito campale romano-occidentale andò distrutto nel corso delle invasioni del 405-420, e che le perdite furono solo in parte colmate con l'arruolamento di nuovi soldati, mentre molte delle ricostituite unità erano semplicemente unità di limitanei promossi a comitatenses, con conseguente declino dell'esercito sia in quantità che in qualità. Vietata ogni riproduzione senza autorizzazione. Alcuni di essi abusavano di questa facilitazione che, in tempo di guerra, poteva creare qualche problema. [236] In seguito alla sconfitta di Adrianopoli, l'Impero dovette però venire a patti con i vittoriosi Goti, concedendo loro di stanziarsi nei Balcani come Foederati semiautonomi: essi mantennero il loro stile di vita e la loro organizzazione tribale stanziandosi in territorio romano come esercito alleato dei Romani. Nella prima fase della repubblica romana l'esercito continuò a evolvere e, sebbene tra i romani vi fosse la tendenza ad attribuire tali cambiamenti a grandi riformatori, è più probabile che i cambiamenti fossero il prodotto si una lenta evoluzione piuttosto che di singole e deliberate politiche di riforma. Da qui l'espressione latina "Res ad Triarios rediit" ("essere ridotti ai Triarii"), quando si è in difficoltà.». All'Imperatore rispondevano sempre due prefetti del pretorio, oltre a un Praefectus urbis Romae, un Magister officiorum e un Comes domesticorum, come segue: A questa struttura seguiva parallelamente una conseguente divisione territoriale delle forze militari, ma considerando anche che le forze andavano suddivise tra fanteria (Magister peditum praesentalis) e cavalleria (Magister equitum praesentalis), come segue: La sezione occidentale venne completata considerevolmente più tardi della sua parte occidentale, intorno al 425, dopo che l'Occidente fu devastato e in parte occupato dalle tribù barbare;[223] inoltre subì diversi aggiornamenti, nel corso del periodo ca. [53] Era utilizzata all'interno della legione, la formazione manipolare (dal latino manipulus). [165], In accordo con queste considerazioni, Gallieno attorno agli anni 264-268, o forse poco prima,[166] costituì questa riserva strategica centrale (che sarà alla base della futura riforma dell'esercito di Diocleziano), formata prevalentemente da unità di cavalleria pesante dotate di armatura (i cosiddetti promoti, tra cui spiccavano gli equites Dalmatae, gli equites Mauri[167] et Osroeni), poiché queste percorrevano distanze maggiori in minor tempo della fanteria legionaria o ausiliaria. Per questi motivi egli introdusse per primo la coorte, elemento intermedio tra l'intera legione ed il manipolo. Questo contribuì alla creazione di un esercito di professione, e la stessa Roma nel corso di quest’epoca si trovò a far fronte alle promesse di distribuzione delle terre ai veterani fatte dai suoi generali. Storia medievale — Le invasioni barbariche e la fine dell'Impero Romano d'Occidente: riassunto dallo spostamento degli Unni analizzando le varie popolazioni per giungere alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente Spaul interpreta alcune unità aventi lo stesso nome e numero, seppure attestate in province differenti nello stesso periodo, come la medesima unità, in un atteggiamento estremamente cauto ed ipotizzando si spostino con una certa frequenza; al contrario Holder le considera unità totalmente differenti e quindi sommabili nel computo complessivo. Armamento e organizzazione, Vol. Si era infine creata, con la prima guerra punica, la necessità di creare una piccola flotta, sebbene avesse già operato, in modo estremamente limitato, dopo la seconda guerra sannitica. Vegezio, autore di un manuale di strategia militare redatto tra la fine del IV secolo e la prima metà del V secolo, si lamentò per l'imbarbarimento progressivo dell'esercito romano, il quale, cominciando a combattere alla maniera barbarica, perse il suo tradizionale vantaggio nella superiore disciplina e strategia militare; lo stesso Vegezio si lamentò per il fatto che l'imperatore Graziano avesse permesso ai suoi fanti, probabilmente di origini barbariche, di non indossare più elmo e armature, esponendoli maggiormente alle armi nemiche e portando come nefasta conseguenza a diverse sconfitte contro gli arcieri goti. In questo periodo, l'esercito di Roma conobbe una riforma: dall'originario assetto tribale, precedentemente descritto, a un assetto centuriale, con suddivisioni fondate su classi socio-economiche,[32] anziché tribali. [89] Al tempo di Polibio, i triarii o i loro successori rappresentavano un tipo distinto di fanteria pesante armati con un unico tipo di corazza, mentre gli hastati e i principes erano divenuti ormai indistinguibili. La vera grande riforma militare di Diocleziano fu soprattutto di tipo politico. Il primo esercito romano, all'epoca di Romolo, era costituito infatti da fanti che avevano imparato a combattere dagli etruschi. [90] Quando, in questo periodo, alcuni alleati non erano in grado di fornire il tipo di forze richiesto, i Romani non furono contrari ad assoldare mercenari per farli combattere al fianco delle legioni.[91]. La flotta, da allora in poi, diminuì in grandezza, in parte perché un Mediterraneo pacificato sotto il dominio romano non richiedeva una grande sorveglianza navale, in parte perché i Romani, in questo periodo, scelsero di far affidamento su navi fornite dalle polis greche, la cui popolazione vantava una superiore esperienza marinara. Suoi subordinati erano i luogotenenti (legati), gli ufficiali (tribuni militum) e i comandanti della centuria (centuriones). Le fonti relative a questo periodo della storia militare romana non possono pertanto essere considerate affidabili al pari di quelle disponibili per epoche successive, come, ad esempio, a partire dalla prima guerra punica. Le nuove fortezze cominciarono così ad essere costruite, o ricostruite, in modo più compatto nelle loro dimensioni (riducendone il perimetro complessivo), più solide nello spessore delle loro mura (in alcuni casi si passò da uno spessore di 1,6 metri a 3,4 metri, come nel caso della fortezza di Sucidava) e con un maggior utilizzo di torri esterne, per migliorarne la difesa. [84], Si veniva così a creare un reparto più solido ed omogeneo, con gli uomini della prima fila che tornavano a dotarsi di lunghe lance da urto. ),[102] per creare maggior attaccamento all'unità di appartenenza e spirito di gruppo, in modo da combattere sia per la paga sia per la patria. Ed ogni volta che i barbari sfondavano il limes romano e s'inoltravano nelle province interne, la "riserva strategica" poteva così intervenire con forza dirompente. Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post. Con l'inizio di questa fase, anche l'organizzazione dell'esercito subì una trasformazione strutturale. Senza perdere tempo caricò le navi di armi, stipendium per i soldati e tutto ciò che era utile, ordinando a Manlio di imbarcarsi. Ora era importante addestrare le truppe in modo che non vi fossero problemi nel passare all'occorrenza da una disposizione di tipo manipolare ad una coortale e viceversa. Venivano scelti solo uomini appartenenti ad una delle tribù gentilizie adatti al combattimento per un totale di 3000 fanti (pedites) e 300 cavalieri (equites), suddivisi rispettivamente in 30 centuriae e 30 decuriae. Costantino, poi, aumentò ancora di più gli effettivi dell'esercito, che arrivarono a contare fino a 600 000 uomini (con Diocleziano erano circa 400 000 i legionari),[188] e, come abbiamo visto sopra, suddivise l'"esercito mobile" in "centrale" (unità palatinae) e "periferico" (unità comitatenses). Da alcune fonti letterarie del tempo si può evincere che il termine "ausiliario" divenne a poco a poco sinonimo di "soldato", così come lo fu nei secoli precedenti il termine "legionario", il che sta ad indicare una fase di progressiva smobilitazione delle antiche unità legionarie in favore di quelle ausiliarie. Il testo analizza non solo (e in modo minuzioso) l'armamento dei soldati, ma tratta delle condizioni del … [94] La distinzione tra hastati, principes e triarii, che già era andata assottigliandosi, era ufficialmente rimossa,[66][95] e fu creata quella che, nell'immaginario popolare, è la fanteria legionaria, che formava una forza omogenea di fanteria pesante. Scheidel, W., 1996, "Measuring Sex, Age and Death in the Roman Empire", Il termine è usato, occasionalmente, come un antico nome dei cavalieri romani: in, Nei circa due secoli che separano la Seconda guerra punica dall'avvento del Principato di Augusto si è calcolato che in media era impegnata ogni anno nell'esercito il 13 per cento della popolazione maschile sopra i 17 anni, con punte del 30 per cento (, Tale affermazione costituisce una congettura fondata sul fatto che l'ultimo a citare l'utilizzo del manipolo sia stato, Una forte guarnigione romana veniva posta nella nuova città di, Secondo Giorgio Ruffolo la cifra di un milione di uomini sotto Costantino è esagerata (. [82], La grande capacità tattica di Annibale aveva messo in crisi l'esercito romano. [89] Quale conseguenza, sia la società romana, sia il suo esercito, divennero sempre più proletarizzate. [20] Plutarco racconta, inoltre, che una volta uniti tra loro, Romani e Sabini, Romolo introdusse gli scudi di tipo sabino, abbandonando il precedente di tipo argivo e modificando le precedenti armature. Nelle unità di fanteria tardo-imperiali vi erano numerose specializzazioni: exculcatores (lanciatori di giavellotto), sagittarii (arcieri), balistari (balestrieri o manovratori di piccole catapulte) e funditores (frombolieri). [175], L'aspetto complessivo che l'esercito assunse conseguentemente all'operato di Diocleziano, lodato dallo storico Zosimo, è quello di un apparato quantitativamente concentrato lungo le frontiere,[180] che nello stesso tempo però manteneva un ristretto nucleo mobile centrale qualitativamente eccelso (un'evoluzione ulteriore di quanto aveva fatto Settimio Severo, con il posizionamento della legio II Parthica nei castra Albana, poco distante da Roma), il comitatus. In pratica, poteva succedere che perfino gli schiavi erano spinti ad arruolarsi nell'esercito repubblicano in caso di necessità. In prima fila combatteva la fanteria leggera (velites) e ai lati si disponevano i contingenti alleati (alae) e di cavalleria (turmae). In Occidente la divisione era leggermente differente. [171], La strategia dei due imperatori può essere considerata, col senno di poi, efficacissima nel breve termine (le incursioni barbariche, infatti, vennero respinte senza problemi per buona parte del IV secolo), ma deleteria quanto ai suoi effetti finali, dato che i costi enormi per il mantenimento dell'esercito finirono per pesare sempre di più su una struttura economica e produttiva già in grave crisi. Sotto questo imperatore, Roma non solo fu dotata di una nuova cerchia di mura imponenti, ma le coorti urbane furono alloggiate per la prima volta separatamente dalle coorti pretorie, nei castra urbana. III - Dal III secolo alla fine dell'Impero d'Occidente. [16], L'esercito manipolare deve il suo nome alle modalità tattiche con cui la sua fanteria pesante era dispiegata in battaglia. La legione contava così 3.840 fanti. : +39 06 51607951 – Fax: +39 06 51605431 - Cellulare: +39 3382436678 Indirizzo web: www.gruppostoricoromano.it – Email: info@gruppostoricoromano.it P. IVA 05701081001 – C.F. Una nuova serie di riforme furono poi portate a termine una volta divenuto unico Augusto, subito dopo la sconfitta definitiva di Licinio nel 324. Il comandante della cavalleria era invece il praefectus equitum, a cui facevano riferimento i comandanti di squadrone (decuriones) e di retroguardia (optiones). [24], Si dice però che Romolo, quando la città di Roma si ingrandì e si unirono i Sabini, abbia deciso di raddoppiare le sue truppe in: 6000 fanti e 600 cavalieri. Le unità militari romane, in questo periodo, erano estremamente omogenee e fortemente regolate. [230] Non è un caso che a questo periodo si pensa risalga l'ultimo aggiornamento della Notitia Dignitatum in seguito all'istituzione dell'unità denominata Placidi Valentinianici felices (dedicata all'imperatore Valentiniano III e annoverata tra i numeri intra Italiam). [100], Durante il consolato del 104 a.C. introdusse, infine, la possibilità per ogni legione di distinguersi dalle altre, assumendo un simbolo proprio (il toro, il cinghiale, il leone, ecc. Verso la fine del II secolo a.C. Roma si era trovata coinvolta in una guerra in Numidia dove, per la mancanza di attrattiva di qualsiasi genere, era quasi impossibile reperire nuove reclute. La storia dell'esercito Romano è una storia lunga come i secoli che attraversa, se inizialmente combattere per difendere Roma era un privilegio, oltre che un dovere, con il passare del tempo divenne anche un lavoro. Figura 6a (sin): Lastra tombale lucana (IV sec. [6], Secondo la tradizione fu Romolo a creare, sull'esempio della falange greca,[7] la legione romana. Per strategia dell'esercito romano si intende l'insieme delle disposizioni adottate dallo Stato romano antico per realizzare i suoi obiettivi politici attraverso sia la selezione degli obiettivi militari, sia il processo diplomatico (spesso sostenuto dalla minaccia di un'azione militare immediata), comprese le risorse militari impiegate.